Chiesa di San Rocco



La venerazione del culto di San Rocco, santo di origini francesi, diffusa presso gli Angioini allora sovrani delle Puglie, trovò immediata risposta negli abitanti di Grumo. La popolazione, infatti, sotto la protezione del feudo dei Tolomei, verso la fine del Quattrocento, gli dedicarono una cappella costruita in pietra locale, fuori le mura della città. Nel 1578 non vi erano raffigurazioni di San Rocco nella chiesa, ragione per cui l'arcivescovo Puteo incitò l'arciprete e l'Università ad accollarsi tale spesa.

In epoca medioevale la festa di San Rocco era legata ad una tradizione civile: per otto giorni, in coincidenza con la festa patronale, nel paese veniva sospesa ogni attività giuridica del feudatario o del governatore, e l’Università eleggeva un Mastromercato, in generale il Sindaco in carica, che in questi otto giorni amministrava la giustizia.

Chiesa di San Rocco - Grumo Appula

La facciata della chiesa appare a capanna monocuspidata: sul timpano del portale si vede una statua di pietra di San Rocco, forse anticamente collocata sulla Porta del Ringo e messa in salvo, con molte precauzioni, quando fu deciso di abbattere l'antica porta del Comune nel 1844. La statua, costruita nel medioevo a custodia della città, poiché eccessivamente ingombrante rischiava di essere demolita per ordine del Sindaco V. Lupis insieme al Decurionato.

La Chiesa di San Rocco è fra le più antiche del paese e offre alla piazza V. Veneto il suo scenografico prospetto laterale che, con le sue due torri campanarie gemelli dalla terminazione a cipolla e la cupola ad alto tamburo e rivestimento a maioliche, somiglia più ad un elegante facciata (1400). Pregevole poi la cona lignea dorata settecentesca dell'altare maggiore. Tra colonne e fogliame, tre nicchie ospitano San Vito a sinistra, San Rocco e San Donato a destra; notevole nel fastigio la tela della Madonna della Misericordia. L'altare è un ammodernamento ottocentesco in marmo, con tardi echi barocchi del paliottom, inoltre quella che alle origini era una cappella, fu provvista nel 1793 dalla Confraternita di un organo e in seguito di due antichi altari in pietra (più altri due in marmo più recenti e di modesta fattura).

Di notevole importanza è la statua del cosiddetto San Rocco Bruciato posta in una nicchia nella sacrestia. In questo caso i confini tra leggenda e realtà sono alquanto labili: la tradizione vuole che la scultura lignea, opera di un anonimo veneziano, fosse stata saccheggiata dai Saraceni che, giunti alle porte del paese, avrebbero deciso di abbandonarla a causa del peso eccessivo. E qui l'evento: la statua, nonostante le fiamme ardenti, si sarebbe soltanto annerita!
Attualmente San Rocco è il Patrono di Grumo Appula e il suo culto si festeggia l’ultima domenica di Settembre.



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