Chiesa Madre (S. Maria Assunta)



La Chiesa Matrice, in puro stile romanico–pugliese, era situata in cima al rialzo centrale dell’abitato grumese dove, in tempi precristiani, vi era presumibilmente un tempio o un edificio pubblico. Nel dodicesimo secolo, in epoca normanna, la Chiesa Matrice(intitolata a S. Maria Assunta) già sorgeva al centro di Grumo. Al tredicesimo invece risale la vecchia chiesa, di cui resta solo il campanile che mostra la sua sicura origine duecentesca; il campanile è spiccatamente romanico. Nel sedicesimo secolo tutto il "vecchio" complesso duecentesco fu inesorabilmente abbattuto, sia per l’aumento della popolazione che non riusciva più a riversarsi nell’edificio sacro, sia per le condizioni architettoniche divenute nel frattempo obsolete e criticabili (oggi sarebbe ovviamente diverso il giudizio). Solo il campanile fu salvato e, curiosamente, proprio come simbolo e ricordo del passato.

Chiesa Matrice - Grumo Appula

La nuova Chiesa Matrice fu riprogettata con pianta a croce greca, cioè a quattro bracci uguali, armoniosamente raccolti sotto una cupola le cui proporzioni - nè troppo grandi nè troppo piccole - suggellavano l'equilibrio dell'insieme, un classico nella planimetria delle chiese del primo Rinascimento. La Chiesa Matrice di Grumo a croce greca fu edificata in pietre squadrate, sull´architrave della porta d´ingresso dove si legge:

"A.B.M.V. / A.D. M.D.C. XXXIII"

Oltre al Cappellone, detto del Santissimo (servito dalla Congregazine dello stesso nome), nella Chiesa Matrice merita una certa attenzione una cappella gentilizia risalente al diciottesimo secolo. Poco dopo, nel 1725, l'Arciprete Don Domenico Devito già denunciava alle autorità lo stato pericolante della Chiesa Matrice e, oltre a chiederne le indispensabili riparazioni, insisteva perché vi si decidessero lavori di ingrandimento; la chiesa strutturata quasi due secoli prima non era più in condizione di contenere la popolazione grumese. Don Devito ottenne soltanto le riparazioni, alle quali si destinarono 1.300 ducati, e lo stanziamento della somma annua di 30 ducati per le spese ordinarie, altrettanto indispensabili, di manutenzione dell´edificio.

Chiesa Matrice - Grumo Appula

Con l´abolizione della feudalità, la Municipalità grumese era libera di decidere e di agire e non perse altro tempo per restaurare la sua chiesa più importante. Fu allungato il braccio est, aggiungendovi un grosso vano ad abside con cupola, sul cui fondo vennero posti - sopra un piano sopraelevato rispetto al resto della superficie interna - l´altare maggiore e il coro. Questa seconda cupola era più grande di quella originaria, ed unica, sovrastante la croce greca: la visione complessiva dell'edificio era quindi squilibrata. Si aprì una nuova porta a sud, mentre se ne chiudeva una a nord. Del restauro del 1809 si legge un´iscrizione posta sulla ex-porta centrale d´ingresso:

"IN / MELIOREM FORMAM / P(RO) VOTE RESTITUTA / A.S. MDCCCXVI / RELIGIO AUCTA"
"Riportala nella forma migliore secondo i voti, nell'anno della Salvezza 1816: accresciuta la religione"

Nel 1813 nella Chiesa Matrice era stato trasportata l'elegante fonte battesimale della quattrocentesca Chiesa di San Rocco. Già nel 1830 si lamentava la rottura delle tre campane della chiesa, ma solo più tardi la Giunta Comunale affrontò concretamente il problema. Le campane furono smontate e portate giù dalla cella campanaria: in esse si vedeva inciso lo stemma di Grumo, il nome del sindaco che le aveva fatte fondere e l´indicazione della spesa sostenuta per l´opera fusoria e il materiale. La rifusione delle tre campane fu fatta il 3 Gennaio 1839, a spese del Comune.

Molti sono i documenti custoditi nell´Archivio della chiesa: una serie di manoscritti inediti che permettono di ricostruire la storia delle più vecchie e importanti famiglie grumesi e dei loro patrimoni, tra cui il Libro dei Battezzati, conservato nella Chiesa Matrice a partire dal 1564 e lo Status animarum di Grumo del 1799 (elemento base del censimento indetto dai Borboni).



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