Chiesa del Rosario



Situata all’interno del limite sud-ovest del Borgo Antico, la Chiesa del Rosario è una delle numerose antiche Chiese presenti sul territorio grumese. L’edificio era presente già nel Quattrocento dedicato a Santa Maria Annunziata, come testimoniano l’istituzione del beneficio di San Sebastiano da parte di Don Antonio Saccente con l’istrumento del notaio Antonio Julianus di Bitetto in data 17 novembre 1498, e la dedica alla Santa Vergine su un dipinto della stessa che sovrasta l’altare in pietra sul lato sinistro della navata. Nel 1531 un altro beneficio dedicato alla Madonna Annunziata, fondato dall'illustrissimo Don Nicolò la Cetera di Grumo, vescovo di Monteverde, fornì la chiesa di un campanile con la relativa campana per devozione del sacerdote Nicola Antonio Rocci.

All'indomani della vittoria cristiana sui Turchi a Lepanto, avvenuta il 7 ottobre 1571, si diffuse il culto del Rosario e dovunque si costituirono congregazioni omonime: anche Grumo accolse la venerazione della Madonna del Rosario costituendo la relativa Confraternita che fornì la chiesa di numerose ricchezze dato il suo spirito imprenditoriale e il possesso di fondi comuni. Rilevante importanza nel culto della Madonna del Rosario ha avuto la prestigiosa famiglia Scippa: essa si fece promotrice del culto della Vergine, come testimonia il dipinto di Maria SS. Del Rosario, presente ancora oggi nella propria attuale abitazione.

Chiesa del Rosario - Grumo Appula

Sotto il presidiato di Monsignor Muzio di Gaeta Arcivescovo di Bari, originariamente la chiesa era dotata di cinque altari: San Rosario, Santa Vittoria, San Domenico (in oro), Assunta e Madonna della Pietà; nella sacrestia era presente il lavatoio e due sepolcri, uno per i confratelli ed uno per le consorelle, oggi occultati dai recenti pavimenti. Negli anni a seguire la chiesa fu abbellita con tre altari realizzati da Giuseppe de Grecis di Bari, con l’aggiunta di un organo realizzato da Pietro de Simone, visibile ancora oggi sulla parete della controfacciata assieme alla cantoria e opera di Donato e Andrea De Nicolò. La chiesa fu oggetto di lavori fino a metà Ottocento, quando l'architetto Giuseppe Carelli disegnò un nuovo altare in marmo policromo che affidò a Fedele Cagiano e da allora è rimasta pressochè identica.

Il prospetto principale è abbastanza modesto, con un rivestimento che occulta il primitivo assetto: il basamento in pietra è scandito da due paraste sormontate da capitelli ionici. La chiesa ha pianta trapezoidale a navata unica, con abside coperto da una volta a botte, mentre la restante parte è coperta da una cupola retta da quattro archi che scaricano sui pilastroni angolari.

L’entrata occidentale conduce verso la sagrestia mentre l’entrata orientale dà accesso al campanile costruito nel 1534, terminante con una cella campanaria a cipolla del Settecento. Sulle pareti absidali sono collocati 15 ovali del Settecento con le rappresentazioni dei misteri del Rosario. Più recente (risale al 1930) è l'altare collocato a destra e dedicato alla Madonna Addolorata. Sull'altare a sinistra, risalente alla seconda metà dell'Ottocento, vi è la tela dell'Annunziata di scuola demuriana; un'altra della stessa fattura, rappresentante San Domenico, è dislocata nella sacrestia. Le volte della chiesa sono state decorate a tempera nei primi anni del 1900 e allo stesso periodo risale la Cacciata dal Paradiso posta sulla volta del presbiterio.



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